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28/29/30 novembre 2014 - Serra de’ Conti

Sono 18 anni che organizziamo questa festa. Una festa vera, ben curata, tranquilla, all’interno delle mura medievali di Serra de’ Conti.  Siamo partiti dalla cicerchia, un legume povero che ha sfamato tante generazioni di marchigiani.

E  attorno alla cicerchia, che oggi è diventata elemento di identità del nostro territorio,  abbiamo voluto costruire un momento di cultura del cibo, di riflessione sulla biodiversità nell’agroalimentare, di gioiosa convivialità e di sereno benessere.

Non siamo cantori del passato, non esaltiamo la miseria che alcuni di noi hanno conosciuto o sentito raccontare. Però non vogliamo neppure dimenticare le radici della nostra cultura contadina. Ecco dunque che la cicerchia è diventato un simbolo nel momento in cui sembra che il cibo quotidiano non arrivi più dalla terra e che sia un prodotto dell’industria. Ma noi sappiamo che al centro c’è e ci sarà sempre la terra.

Nel nostro piccolo centro sulle colline del Verdicchio oltre 500 volontari lavorano attorno a una ventina di cantine cercando di proporre piatti con sapori tradizionali (oltre 100 piatti diversi). Ne elenchiamo alcuni: zuppe, maltagliati, vincisgrassi, passatelli, cresce di polenta, trippa alla canapina, scottiglia di cinghiale, fave in potacchio, coratellina d’agnello, stoccafisso e patate,  guanciale di maiale saltato con aceto e salvia, ciambellone e vino di visciola, caldarroste e lupini…

Da venerdì 28 a domenica 30 novembre sarà una esplosione di eventi con artisti di strada, stornellatori, cantastorie con artigiani, accuratamente selezionati, che mostreranno il loro tradizionale “saper fare” perché nella cultura contadina tutti sapevano muovere bene le mani lavorando i vimini o il legno, curando merletti, modellando terrecotte, battendo il ferro.

Come sempre avremo un “Ospite d’onore” proveniente da un’altra regione: quest’anno è la volta del Caciocavallo Podolico della Basilicata, il principe dei formaggi del nostro meridione. Prodotto con latte vaccino (vacche di razza podolica, allevate allo stato brado, con limitata produzione di latte) utilizzando la tecnica “a pasta filata”, a stagionatura prolungata, sarà fatto assaggiare e venduto ai nostri visitatori.

La nostra festa è cresciuta di anno in anno selezionando gli espositori, privilegiando chi si muove all’interno di organizzazioni agricole o nella associazione degli agricoltori custodi perché il cibo deve essere al centro del nostro modo di vivere, di pensare e di stare con gli altri. Su questa linea abbiamo scelto di premiare ogni anno chi opera per la difesa della biodiversità all’interno del territorio regionale. E’ stato istituito un “Premio per la biodiversità agroalimentare nelle Marche” giunto ormai alla nona edizione. Il premio sarà assegnato all’interno della nostra festa e sarà curato insieme a Slow Food Marche.

All’interno della Festa saranno presenti anche le comunità di Castelvecchio Calvisio (AQ) e di Cavezzo (MO) oltre a Istituti scolastici che operano sul territorio a cominciare dall’Istituto Salvati di Monteroberto, ospite da molti anni, che esporrà piante e varietà a rischio di estinzione e prodotti realizzati all’interno del piano di studio e lavoro annuale, l’istituto Leonardo da Vinci dell’Aquila e l’Istituto Panzini di Senigallia.